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Vitulazio
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mwhqVitulazio (mwhgVitulaccio fino al 1882cite-ref-4[4]) è un mwiwcomune italiano di mwja7 734 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkqprovincia di Caserta in mwkgCampania.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Ferrovie
• Note
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Geografia fisica
Il centro di Vitulazio è ubicato alle falde meridionali del Monte Tutuli e alla destra del mwlgfiume mwlwVolturno. È immerso in una verde e fertile campagna dell’Agro caleno, ed è attraversato dal mwmatorrente Agnena. Il comune è situato in una zona strategica dal punto di vista della logistica nazionale, essendo crocevia di tre importanti vie di comunicazione come la SS7 Appia, la SS Casilina e l'autostrada del Sole, con l'uscita di Capua. Proprio per questo motivo sono sorte negli anni numerose industrie ed aziende del settore logistico, creando un unico agglomerato industriale che da Capua comprende l'intero agro Caleno.
Origini del nome
Le prime fonti fanno risalire il nome del paese a mwmwVitulacius e secondo la versione popolare ci sono due ipotesi che fanno discendere tale nominativo. La prima afferma che mwnavitulus ("vitello") e mwnqaptius ("più adatto", comparativo dell'aggettivo mwngaptus), la cui espressione finale sarebbe "luogo alquanto adatto all'allevamento dei vitelli".
La seconda ipotesi invece fa derivare il nome da mwoaVitulus (diminutivo di mwoqVitus) e mwogaceus ("campo coltivato" dal mwowlatino medioevale). Pertanto la deduzione finale sarebbe quindi da intendersi che il primo agglomerato di paese si sia avuto su un pezzo di campagna di proprietà di un certo Vito.
L'8 agosto mwpq1806, con un decreto, mwpgGiuseppe Bonaparte diede autonomia amministrativa al piccolo borgo che assunse il nome di Vitulaccio. Il paese continuò a chiamarsi così fino al 3 dicembre mwpw1882, quando il re mwqaUmberto I con un mwqqregio decreto proclamava che dal 1º gennaio mwqg1883 il paese avrebbe assunto la nuova denominazione di Vitulazio.
Storia
Le sue origini si fanno risalire al mwrqIII secolo d.C. ed era un mwrgvicus mwrwromano, cioè un'unità minima insediativa, non murata, con carattere esclusivamente agricolo.
La storia di Vitulazio è legata a quella di mwsqCapua. Infatti, già nel mwsgX secolo, Vitulazio era annoverato tra i casali (traduzione mwswmedioevale dei mwtavicus romani) di Capua.
Durante il periodo fascista, Vitulazio formava con la vicina mwtgBellona un unico comune denominato Villa Volturno.
Il territorio si estende: ad est, fino al ponte sul Rivo del Maltempo (oggi ponte dei 54 Martiri), alla Masseria La Starza e, quindi fino al Viale dei Platani che da Bellona conduce a Capua; a sud, fino al bivio della Molinella, cioè a meno di un chilometro da Capua centro; ad ovest, fino a Mezza Maiorana e, precisamente, a ponte della Lupara, sul Canale dell'Agnena Nuova; a nord, da Madonna del Monticello e, lungo il crinale del Monte Tutuli, a quota 196 s.l.m., fino a qualche centinaio di metri da Madonna degli Angeli di Bellona.
Simboli
Lo stemma comunale è costituito da uno mwugscudo sannitico. Al suo interno è raffigurato su uno sfondo bianco un pino, retto simbolicamente dalle zampe anteriori e una posteriore da due vitelli controrampanti; l'altra zampa posteriore poggia su un piano di colore azzurro. Ai lati dello scudo sono disegnate un ramo di alloro e uno di quercia, entrambi aventi bacche d'oro, e intrecciati alla base con un nastro rosso.
Il gonfalone è formato da un drappo diviso in due bande verticali, rispettivamente di colore verde chiaro e bianco; al centro è posizionato lo stemma sopra descritto sormontato da una corona con nove merli di colore argento e abbracciato da un fregio frondiforme argentato intrecciato alla base. Sulla parte alta è incisa la scritta mwva"Comune di Vitulazio".
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa di Santa Maria dell'Agnena
La chiesa principale è dedicata a Santa Maria dell'Agnena, da cui prende il nome l'omonima mwwaparrocchia. Costruita nel mwwqXVIII secolo, domina l'intero centro abitato, in quanto è situata sulla parte più alta del paese ai piedi del Monte Tutuli e al suo interno si trovano numerosi dipinti dell'mwwgOttocento di pittori mwwwnapoletani della mwxascuola di Posillipo di pregevole fattura.
La costruzione della chiesa parrocchiale iniziò nel mwxg1774 e terminò nel mwxw1803. Tutti i dipinti e i decori sugli intonaci furono invece realizzati in epoche successive. L'attuale chiesa fu costruita nelle vicinanze di un'altra chiesa più piccola, che crollò ancor prima che si concludessero i lavori della nuova chiesa parrocchiale; i vitulatini furono pertanto costretti ad entrare nella nuova chiesa sebbene i lavori fossero ancora in corso. La chiesa si trova in quella che un tempo era la zona più alta del paese.
Si sviluppa secondo un unico asse ed è ad unica mwyqnavata e con il soffitto a volta. Ai due lati ha annessi due ambienti: a sinistra la Cappella di mwygSan Michele Arcangelo mentre a destra la mwywsacrestia.
La mwzqvolta della navata è decorata con quattro dipinti principali centrali a tempera molto grandi, ognuno dei quali ha ai due lati due medaglioni e più in giù, sopra ogni finestra, una grande lunetta con la raffigurazione di un angelo.
Alcuni dipinti furono realizzati nel mwzw1925 dal pittore Olivieri. I dipinti della volta raffigurano mwaaL'agonia di Gesù nel Getsemani, mwaqGesù all'età di dodici anni che parla coi dottori nel tempio, mwagSan Francesco mentre riceve le stimmate, il Cuore di Gesù tra mwawSan Domenico e mwbaSanta Caterina da Siena. I medaglioni laterali raffigurano alcuni mwbqvescovi e mwbgsanti importanti: mwbwSan Benedetto, mwcaSan Panfilo, mwcqSan Giovanni Crisostomo, mwcgSan Roberto Bellarmino, mwcwSan Girolamo, mwdaSant'Ambrogio, mwdqSant'Agostino e mwdgSan Simmaco. Sulla parete d'ingresso della chiesa, ai due lati, sopra le due mwdwnicchie molto ampie si possono ammirare i dipinti del mweaBattesimo di Gesù a sinistra e quello del mweqBuon Pastore a destra.
I lavori di restauro del mwew1997 hanno permesso di evidenziare i colori originari con cui fu pitturata la chiesa all'epoca della sua costruzione: si tratta di un giallo paglierino molto tenue. Con quegli stessi colori è stata ridipinta ultimamente la chiesa, eliminando così tutti i falsi marmi e le altre decorazioni che, realizzate pochi decenni fa, avevano di molto appesantito l'ambiente.
Le pareti della navata sono ad arcate, quattro per ogni lato. All'interno di ogni mwfqarcata si trova una tela o una statua, ad eccezione della prima arcata di destra e di sinistra, nelle quali si trovano le porte che conducono alla cappella di S. Michele e alla sacrestia.
Le tele sono di notevole valore artistico e quelle più antiche appartenevano già all'antica chiesa, poi crollata. Quelle conservate nella chiesa madre sono quattro e raffigurano: mwfwSan Giuseppe morente, mwgaSanta Maria delle Grazie, mwgqL'Ultima Cena e mwggSanta Maria del monte Carmelo. Quest'ultima tela raffigura la mwgwSanta Vergine con ai lati mwhaSan Biagio, mwhqSan Sebastiano, Santa Matrona e mwhgSanta Lucia, è la più antica e risale agli inizi del mwhwSettecento; essa è stata ritrovata durante i recenti lavori di restauro. La tela dellmwia'mwiqUltima Cena porta la firma del pittore napoletano mwigGiacinto Gigante.
L'mwjaabside risulta più riccamente decorata con stucchi e affreschi. Sui due basamenti da cui ha inizio l'abside si possono ammirare due medaglioni, uno a sinistra raffigurante mwjqSan Gennaro ed uno a destra raffigurante mwjgSant'Alfonso; sulle due pareti laterali dell'abside quattro dipinti, anche questi come tutti gli altri, realizzati con tecnica a tempera: a sinistra troviamo la scena dell'mwjwAnnunciazione di Maria, più in alto, già nella volta, la scena del mwkaDiscorso della Montagna; a destra la scena dell'mwkqAssunzione di Maria, più in alto, già nella volta, la scena dell'mwkgUltima cena.
Al centro della volta dell'abside è ubicato un affresco del mwla1899; è l'unico, tra quelli presenti nella chiesa, a non essere stato realizzato con tecnica a tempera. Autore dell'affresco è un pittore napoletano, un certo Barbato. L'affresco descrive una scena dell'mwlqApocalisse: al centro vi è l'Agnello pasquale seduto sul libro dei sette sigilli, circondato da due angeli in adorazione e da numerosi vegliardi. Anche questo dipinto è stato ritrovato durante i lavori di restauro del mwlg1997; l'affresco era stato infatti ricoperto, nel mwlw1960 circa, da una tela realizzata da un pittore vitulatino.
Sulla parete frontale dell'abside, attualmente si trova una grande tela di mwmqGaetano Gigante, padre del più noto Giacinto, datata anno mwmg1800; la tela rappresenta la Vergine dell'Agnena, seduta su di un basamento, avente ai piedi un agnello e ai lati mwmwSanto Stefano, patrono di Vitulazio, e mwnaSan Giovanni Battista. In una nicchia laterale della navata.una statua lignea del XVIII raffigurante S. Maria dell'Agnena, titolare della chiesa stessa come era in origine fino agli mwnqanni sessanta. la statua tra gli anni seesanta e duemila era ubicata in una nicchia nella parete frontale dell'abside.
Sempre in sacrestia si possono ammirare altre statue lignee molto antiche come: mwnwSant'Anna con Maria Bambina, mwoaSanta Lucia e lmwoq'mwogEcce Homo.
Infine nell'attigua Cappella di S. Michele si possono ammirare una piccola tela raffigurante l'mwpaArcangelo Michele e due statue lignee raffiguranti una mwpqL'Arcangelo S. Michele che vince Lucifero e l'altra lmwpg'mwpwArcangelo Raffaele.
Alle spalle della chiesa madre si trova l'omonimo centro parrocchiale, moderno ed attrezzato, al centro del quale è ubicata dall'anno mwqq2000 l'enorme croce alta 33 mwqgm, realizzata in mwqwferro e mwracemento armato. Tale opera ciclopica fu voluta dall'allora parroco mwrqPietro Lagnese (poi diventato vescovo), per ricordare il mwrgGiubileo del 2000; la sua altezza (33 metri) simboleggia gli anni di Gesù.
Palazzo dei conti Capece Galeota
Si tratta di un palazzo dalle enormi dimensioni a pianta rettangolare realizzato nei primi anni del mwsqXIX secolo. Il palazzo, presenta i caratteri propri della casa padronale di una economia contadina, e un tempo era circondato da un ampio parco verde e si trovava alla periferia del paese, in località Tutuni.
Casino di caccia dei Borbone
La costruzione si sviluppa lungo l'asse del viale alberato del palazzo Capace Galeota, alle prime falde collinari. Realizzato a forma di torre nei primi anni dell'mwtaOttocento dai mwtqBorbone di mwtgNapoli, era dagli stessi frequentato per le loro evasioni venatorie. Ancora oggi si presenta in buone condizioni.
Villa Rotondo
Realizzata nei primi anni del mwuqNovecento secondo lo mwugstile liberty era circondata da un giardino in stile mediterraneo. Dopo la mwuwSeconda guerra mondiale, l'edificio rimase illeso ai bombardamenti americani, ospitò gli uffici municipali fino agli mwvaanni cinquanta. Dopo diversi decenni di abbandono la villa e il suo giardino sono stati ristrutturati.
Piazza Riccardo II
La piazza principale dell'abitato è intitolata al principe normanno mwvwRiccardo II di Capua, mentre è ribattezzata localmente mwwaCavajuolo, in quanto si sviluppa su di un'area in cui sono presenti numerose cave sotterranee, adibite nei secoli passati all'estrazione del mwwqtufo. Vi ha sede la casa delle mwwgAncelle dell'Immacolata.
Piazza Papa Giovanni XXIII
Nella piazza mwxqPapa Giovanni XXIII, anche nota come Piazza Padre Pio, è presente una statua in bronzo non di Papa Giovanni XXIII, come il toponimo farebbe giustamente supporre, bensì di mwxgPadre Pio.
Piazza Vitulatini nel Mondo
Si tratta di una spiazzo realizzato verso la fine degli mwyqanni novanta, intitolato ai Vitulatini nel Mondo, oggi noto come Piazza Mercato. Grazie alla sua capienza viene adibito al mercato settimanale (il venerdì), concerti musicali, mwygsagre e altre manifestazioni popolari e tradizionali.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Lingue e dialetti
Il dialetto vitulatino è strutturalmente affine al napoletano, presentando alcune differenze per quanto riguarda il lessico, l'accento, la prosodia e alcune costruzioni grammaticali. Ad esempio, la geminata /l/ nelle parole di genere maschile in napoletano subisce una regolare palatalizzazione: nap. chillo (it. quello) > vitul. chiglio, l'utilizzo dell'articolo: nap. o (it. il, lo)> vitul. u
Tradizioni e folclore
La festa mw6apatronale è dedicata a mw6qS. Maria dell'Agnena, e si svolge a partire dal giovedì in Albis, per poi culminare nella solenne processione di lunga durata della domenica in Albis, dove la sacra effigie della Madonna viene adagiata su di un grande carro addobbato con fiori e accompagnata da circa 90 carristi per le strade del paese.
Infrastrutture e trasporti
Ferrovie
Il comune di Vitulazio è sprovvisto di stazione e collegamenti ferroviari.
Mobilità urbana
Vitulazio è servita dalla linea 5 di mw7wAir Campania che la collega ai comuni limitrofi di mw8aCapua, mw8qBellona, mw8gCamigliano, mw8wPastorano, mw9aGiano Vetusto. Non è presente alcun collegamento diretto con il capoluogo provinciale, mw9qCaserta.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1995 | 1999 | Achille Cuccari | Cristiani Democratici Uniti | Sindaco | |
| 1999 | 2004 | Achille Cuccari | Lista civica (centro) | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Luigi Romano | Lista civica ( Democratici di Sinistra ) | Sindaco | |
| 2009 | 2014 | Achille Cuccari | Lista civica ( UdC ) | Sindaco | |
| 2014 | 2017 | Luigi Romano | Lista civica ( PD ) | Sindaco | |
| 2017 | 2018 | Daniela Chemi | | Commissario straordinario | |
| 2018 | 2023 | Raffaele Russo | Lista civica Patto per Vitulazio | Sindaco | |
| 2023 | in carica | Antonio Scialdone | Lista civica Amiamo Vitulazio | Sindaco | |
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaqamwaqemwaqiBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaqmdemo.istat.it, mwaqqISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaqgmwaqkmwaqoClassificazione sismica (mwaqsmwaqwXLS), su mwaq0rischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaremwarimwarmTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwarqmwaruPDF), in mwaryciterefmwarcLeggemwarg mwark26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaroAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwars 151. mwarwURL consultato il 25 aprile 2012 mwar0(archiviato dall'mwar4url originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mwasimwasmmwasqStoria dei comuni, su mwasuelesh.it. mwasyURL consultato il 6 agosto 2023.
cite-note-55. ↑ Dati tratti da: mwasomwassmwaswmwas0mwas4Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwas8mwataPDF), su mwateebiblio.istat.it, mwatiISTAT. mwatmmwatqmwatumwatyPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwatcesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-66. ↑ mwatwmwat0mwat4Statistiche demografiche ISTAT, su mwat8tuttitalia.it. mwauaURL consultato il 22 agosto 2023.
Bibliografia
• mwauqNotizie e pregi varie intorno S.Maria dell'Agnena vulgo Agnena patrona di Vitulaccio e titolare della chiesa parrocchiale del medesimo comune, Tipografia A. Saccone, Caserta, 1876.
• Armando G. B. Scialdone, mwauyVitulazio - Historiae et nugae (Le Storie e le Fole), Pezzulo Editore, Vitulazio, 1998.
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